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Nel cotonoso raplaplà di Bologna..., il tipo di quella donna dall'anima fosforica e smagliante come un metallo vetusto mi avvolgeva di un turbine di esistenza remotissima e futurissima.
- A. Savinio
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domenica 14 aprile 2024

Booktrailer #1 - Ballo in Fa Minore (Vol.III della serie I Misteri di Mae Son-Jun)

 

Booktrailer 1 - Ballo in Fa Minore on Biteable.

Il 29 luglio uscirà il terzo volume della serie dedicata a Mae Son-Jun. L'attesa è ancora lunga, così, per darvene almeno un assaggio, vi lascio il primo booktrailer.  Enjoy!

Il prossimo appuntamento sarà per il cover reveal!

A presto!

- Marta

sabato 6 febbraio 2021

Il protagonista de La Casa Gialla è un FLOWER BOY. Ma cos'è un FLOWER BOY?

Il termine Flower Boy, in Corea, identifica un uomo dai tratti delicati, il più delle volte in contrasto con un corpo snello e tonico con addominali scolpiti. Un FB cura maniacalmente il suo aspetto e consuma molti cosmetici per la cura della pelle. Essere un bel ragazzo è qualcosa a cui gli uomini coreani aspirano attivamente, motivo per cui, nel 2011 sono stati responsabili di un quarto delle vendite mondiali di cosmetici realizzati appositamente per gli uomini. Inoltre, i flower boys non disdegnano il trucco, né accessori o, in alcuni casi, anche capi d'abbigliamento dal taglio femminile (senza arrivare all'utilizzo di gonne, vestiti o tacchi).  Sono flower boys gli 'idol' del k-pop, per esempio. 
In ambito occidentale, esiste un termine paragonabile in uso nel mondo anglofono: metrosexual. (vedi anche questo articolo.)
In generale, l'aspetto pulito e curato dei flower boys è ancora molto lontano e difficilmente apprezzato dalla cultura dominante in occidente, che tende ad etichettare il loro aspetto come deviante, nel migliore dei casi troppo effemminato, se non appartenente alla categoria della fluidità di genere. 
Il tema del contrasto alla 'mascolinità tossica' intanto si sta però affermando anche da noi e credo che, con il tempo, sapremo guardare con altri occhi a fenomeni come questo.















Nelle foto, l'attore
Jang Keun Suk




Qui di seguito, eccovi l'estratto in cui Silvia Nocenti si accorge della presenza di Son-Jun.

***

Mentre riabbracciava forte Angelica, vide una figura maschile scendere le scale. Era vestita con un maglione arancione come le scarpe e dei pantaloni di velluto lucido di un bel marrone terra di Siena. Portava i capelli lunghi, raccolti sulla nuca e con delle ciocche sapientemente lasciate libere ai lati. Sugli anulari notò, a destra, un anello con una grande pietra nera e, a sinistra, una fascia d’argento. Mani da pianista. Mentre scendeva, ne alzò una per scostare con il mignolo la lunga frangia che gli nascondeva parzialmente il viso. All’improvviso, si fermò su un gradino ad osservare la scena sotto di lui. Silvia era l’unica persona che non gli dava le spalle e quindi l’unica a vederlo, in quel momento. I loro occhi si incrociarono e lui sorrise. Era un sorriso sincero e luminoso e lei pensò di trovarsi di fronte ad un giovane uomo dalla personalità abbagliante quanto il suo aspetto. La serata si presentava inaspettatamente interessante. 



giovedì 31 dicembre 2020

LA CASA GIALLA - Scheda personaggio: Mae Son-Jun (Jean)

Iniziamo oggi la presentazione dei personaggi del libro, partendo proprio dal protagonista...

Son-Jun, o meglio Jean come preferisce essere chiamato, è di mamma francese e padre coreano.

Ha 33 anni e vive a Seoul con il padre, il vecchio patriarca della famiglia, che con il figlio maggiore, nonché fratellastro di Son-Jun, gestisce un'impresa.

È un ribelle, secondo i canoni sociali del suo Paese e la pecora nera della famiglia. Dopo l'ennesimo litigio con il padre, decide di partire alla ricerca della madre, che è praticamente fuggita dalla Corea ventinove anni prima abbandonandolo in circostanze poco chiare e che da allora non può più neppure essere nominata in casa.

Sta tentando la carriera dello scrittore di gialli, ma ricorda di più un rocker spiantato nei modi e nell'abbigliamento. Dotato di lineamenti delicati - quasi femminei per l'ottica occidentale - e di un fascino naturale, che lo rende molto popolare tra le donne, gentile e affabile, a tratti infantile, maturo e profondo in altri momenti, ha un modo tutto suo di farsi strada e trovare alleati nel corso del viaggio di ricerca che lo porta prima in Francia e poi in Italia.

Questo personaggio, interamente frutto della penna dell'autrice,  veste i panni di Jang Keun Suk, l'attore (nonché regista, modello, cantante e producer) sud coreano che l'ha ispirato, in particolare attraverso i suoi lavori "Mary è stata fuori tutta la notte" (serie TV) e "Budapest Diary" (corto).

Ecco un estratto del libro dove incontriamo per la prima volta il protagonista... Buona lettura!

***

Finalmente realizzava il suo sogno; anzi no, si trattava piuttosto di una scommessa con se stesso. Partiva senza (quasi) un soldo in tasca per l’Europa e senza nemmeno sapere esattamente quando sarebbe tornato. Tutto per rivedere lei, una madre di cui riusciva a malapena a ricordare il volto.

“Non ti permetterò di lasciare la Corea. Sai che posso farlo.”

Nella luce fioca di quell’ultima sera estiva, il volto del padre aveva un che di grottesco.

“Non ti sembra assurdo minacciarmi come fossi un liceale? È anche un po’ tardivo questo tuo discutibile senso paterno, non credi? Direi che a trentatré anni posso andarmene a pieno titolo da questa casa e–“

“Quando ti sarai tagliato i capelli e ti sarai trovato un lavoro decente, ne riparleremo. Fino adesso sono stato più che generoso con te. Ho lasciato che scorazzassi libero e facessi le tue esperienze, mentre tuo fratello si occupava delle cose serie. Ma ora basta!

Sang-Woo batté con forza una mano sulla scrivania, rischiando di danneggiare ulteriormente le sue dita, che avevano iniziato a deformarsi per l’artrite.

“A trentatré anni suonati, è tempo che abbandoni quei tuoi sogni infantili e diventi un uomo. Non ti chiedo di lavorare in azienda - fossi matto! - e nemmeno di restare in questa casa. Trovati una moglie, metti su famiglia e occupati di loro come un buon padre dovrebbe. Senza troppi grilli per la testa..."

A Son-Jun - o meglio, a Jean, come preferiva essere chiamato - ronzavano le orecchie. Provava una strana sensazione di estraneità. Strana, perché aveva sentito quei discorsi già mille volte, eppure ora gli sembrava appartenessero ad altri, e nelle sue orecchie risuonavano appena, come un’eco lontana e indecifrabile; semplicemente non lo raggiungevano più. Presto, non ne sarebbe rimasta traccia nella sua memoria. Strano che fosse suo padre, quell’uomo dai lineamenti severi, sempre accigliato, con una figura imponente che rimpiccioliva la stanza. Strano che le sue parole avessero persino smesso di ferirlo. Non nutriva più alcun dubbio, era tempo di partire. Mentre il soliloquio dell’anziano proseguiva, Jean roteò un’ultima volta gli occhi, si passò una mano sul petto, ad alleviare le tracce residue di un peso sopportato troppo a lungo, e abbassò la testa e il torso in segno di commiato. L’unica concessione alle rigide tradizioni del suo Paese che intendeva permettersi ancora.

“Addio, padre. Fattene una ragione!”

Con un gesto plateale che rischiò di trascinare con sé i portaritratti sulla scrivania paterna, si buttò sulle spalle la sacca di pelle che aveva appoggiato accanto ai piedi e uscì dallo studio con le due sole falcate di cui le sue lunghe gambe sottili avevano bisogno. Non si sarebbe mai più voltato indietro.

***


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