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Nel cotonoso raplaplà di Bologna..., il tipo di quella donna dall'anima fosforica e smagliante come un metallo vetusto mi avvolgeva di un turbine di esistenza remotissima e futurissima.
- A. Savinio
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sabato 26 aprile 2025

Come nasce un'ispirazione?

Me lo chiedono in molti e devo dire che il più delle volte si tratta di piccole cose. Una frase, un luogo che mi colpisce, il volto di uno sconosciuto... una canzone. 

Nel caso del libro che sto scrivendo in questi mesi, per esempio, si è trattato di un giorno di pioggia e di una musica che ho ascoltato. Di getto ho scritto la poesia che vi metto più sotto immaginandomi il personaggio di una giovane protagonista (ancora senza un contesto)... e poi il caso mi ha regalato la storia. Ho scoperto infatti che quest'anno avrebbero riaperto ai visitatori i Castelli di Cannero, sul lago Maggiore. Sono rovine molto suggestive che risalgono al 1300 e intorno alle quali sono nate molte leggende. 

Non posso dirvi molto di più, per ora, a parte il fatto che questa volta mi sto cimentando con un romanzo fantasy il cui protagonista sarà un antico cavaliere immortale... Insieme a lui troverete nel mio libro un misterioso "Grimonio" dai poteri soprannaturali, un tesoro da proteggere, una maledizione da sciogliere, uomini malvagi da sconfiggere, e naturalmente una struggente storia d'amore. Per scoprire il resto vi toccherà aspettare l'anno prossimo.

Che ne dite, vi sentite ispirati un po' anche voi, ora?

SE IL PARADISO NON E’ UN LUOGO Sento ancora la tua voce nel sussurro della pioggia, è un richiamo delicato come un segreto, fredde dita accarezzano le mie vene. Amarti era vivere un sogno condiviso. Vedo ancora il tuo sorriso tra le crepe dell'alba, nell’ 

domenica 14 agosto 2022

La Casa Gialla ha un seguito e si intitola Il Gioco delle Ombre.


Scrivere mi ha dato l'opportunità di scoprire una mia ossessione, di cui non ero affatto consapevole. Ve ne parlo qui.

La storia narrata nel mio primo romanzo giallo ruota intorno a una casa e, benché non sia citata nel titolo, anche nel romanzo che segue - e la cui pubblicazione è prevista nei primi mesi del 2023 - il mistero si sviluppa intorno alla vecchia casa di un illustre personaggio. Certo "la casa" è un punto di riferimento importante nella mappa mentale di ciascuno di noi. È un punto di partenza e di arrivo e teatro delle nostre vite. Spesso custode dei nostri segreti, dietro le sue mura si rafforzano legami, divampano conflitti, si producono fratture, ma si ricompongono anche dissidi. Si nasce, si cresce e si pronunciano dolorosi addii. Come le strade percorse e le stazioni dei treni (o gli aeroporti), le nostre case sono luoghi simbolici, oltreché reali in cui troviamo un porto sicuro insieme alle persone e agli oggetti che conosciamo e in cui ci riconosciamo parte di un tutto. Restano a ricordarci chi siamo e come siamo calati nel mondo. Forse per questo, sin da piccola, fotografo case, palazzi e stazioni dei luoghi che visito, più delle persone che incontro e con cui viaggio. Cosa che pare ancora strana ai miei familiari, anche se ha smesso di stupirli.

La casa che visiterà Son-Jun nel prossimo romanzo è una magione inglese dal nome evocativo. Si chiama Hiraeth House e appartiene al centenario Barone di Windermere, amena località nel Distretto dei Laghi, che ho visitato nel 1989 nel corso di una vacanza e mi ha lasciata senza fiato, per la bellezza dei suoi panorami e la particolarità dell'atmosfera. La scelta del nome non è casuale, dicevo; "Hiraeth", infatti, è una parola gaelica che significa "anelito spirituale di una casa che forse non è mai esistita. Nostalgia di luoghi antichi ai quali non si può tornare. Eco di luoghi perduti del passato per cui l'anima soffre. Sta nel vento, nelle rocce. Ovunque e in nessun luogo." 

Riuscite a immaginare una casa così? Ne sentite l'atmosfera? Pensate per un attimo alla bruma del mattino nella campagna lacustre di inizio estate; la sentite la pelle pizzicare? Provate a immaginare ora che da qualche parte laggiù, oltre la leggera coltre di umide nebbie sospese poco sopra il terreno, si nasconda l'anima di uno spirito vendicativo, evocato dalle lingue della gente del luogo, dalla lunga memoria e una certa inclinazione per le antiche superstizioni... Ecco, allora ci siete. Purtroppo, per il momento non posso dirvi di più, ma voi tenete a mente questa sensazione, vi servirà quando avrete il libro tra le mani.

Non è vero, posso dirvi ancora un'ultima cosa: la catena di eventi che dovrà ricostruire il nostro investigatore-per-caso in Inghilterra inizia in una buia e tempestosa notte di molto tempo fa, in una stanza sporca di sangue...

Stay tuned!

lunedì 15 marzo 2021

Il Diario di Suzanne. È un oggetto il vero protagonista della storia.

Non sono mai riuscita a tenere un diario, nonostante in più occasioni mi sia sforzata di farlo. E per una ragione precisa. Posso parlare di me solo instaurando un dialogo e non riesco a farlo con un oggetto inanimato. L'idea di affidare alla carta riflessioni, sensazioni e sentimenti, tuttavia, mi ha sempre affascinato e mi sarebbe piaciuto poter rileggere un mio vecchio diario, per incontrare la me che sono stata; non potendolo fare, quando ho iniziato la stesura del romanzo, ho deciso di creare un personaggio che si potesse conoscere unicamente attraverso le pagine del suo diario. Intorno a quel piccolo universo di carta ruota tutto il racconto e per questo potremmo dire che ne sia il vero protagonista.

Suzanne è una ragazza irrequieta, ribelle, forse, che lascia la sua casa e il suo Paese per una lunga vacanza da cui non tornerà indietro per anni, affascinata dall'Oriente e da un uomo che diventa presto suo marito. Per fare tutto questo rompe i legami con la sua famiglia d'origine, sacrificando molte cose per un futuro incerto. Poi, all'improvviso, abbandona tutto per tornare in patria. Cosa l'ha spinta a partire, in entrambi i casi? E soprattutto, come ha potuto abbandonare un figlio piccolo? Cosa la tormentava? Le risposte a queste domande si celano tra le pagine del suo diario.

Ve ne lascio un assaggio in questo estratto:

***

Beijing, 16 ottobre 1983

Devo essere pazza. Sono partita due settimane fa per un Paese lontano e sconosciuto, unicamente per ripicca. Pensavo di restare qui solo una decina di giorni, ma questo viaggio in Cina mi sta rapendo l’anima! Ho deciso persino di iniziare un diario per raccogliervi le mie tante emozioni e testimoniare a chi vorrà leggerlo che non sono la ragazza che molti pensano di conoscere e che nessuno potrà impedirmi di realizzare i miei sogni. Nel frattempo, però, dovrò fare i conti con una cultura molto lontana dalla mia e una situazione politica non proprio favorevole. Qui, agli stranieri non è consentito girare liberamente, tanto meno per me, che non parlo il mandarino. Fortunatamente, nel mio albergo ho trovato un uomo d’affari coreano che parla molto bene l’inglese e che si è offerto di condurmi a visitare la città. Oggi mi ha portata a vedere il Tempio del Cielo e domani, forse, visiterò la Via Sacra delle Tombe dei Ming. Conosce moltissime cose della Storia e della cultura cinesi ed è un cicerone perfetto, anche se non credo riuscirò mai a ricordare tutto quello che mi racconta. Faccio già fatica a ricordare il suo nome e quindi me lo scrivo, per evitare figuracce nei prossimi giorni: Mae Sang-Woo. 


 

sabato 9 gennaio 2021

LA CASA GIALLA - Scheda personaggio: Vieri Nocenti

 

È il proprietario di Villa delle Rose,  una grande casa patrizia sulle colline delle crete senesi. Dopo esser diventato vedovo, ha trasformato la residenza di famiglia in un b&b, dove vive con la figlia non ancora trentenne. È professore di violoncello ed insegna al Conservatorio. Piuttosto riservato e asciutto nei modi, si dimostra iperprotettivo e assillante nei confronti della figlia, con la quale cerca di far valere la propria autorità paterna, nella speranza di condizionarne le scelte di vita.

***

Qui lo trovate in un estratto in cui il protagonista lo incontra per la prima volta:

Davanti all’ingresso principale, [Son Jun] venne accolto da un uomo di mezz’età con capelli e barba bianchi. Aveva un’aria molto aristocratica e fiera, con un vezzo da intellettuale che lo faceva chiaramente identificare con il proprietario della villa. Sembrava un uomo dedito alla lettura e ad altri ozi di tipo culturale. Forse l’avrebbe preso in simpatia, se avesse saputo che era uno scrittore. O almeno lo sperava.

“Buon giorno! Non ho prenotato, ma sarei felice di sapere se avete la disponibilità di una stanza singola... possibilmente a buon prezzo.”

L’uomo guardò spazientito il costoso orologio che portava al polso. Poi tornò a concentrarsi sull’ospite inatteso.

“Cosa intende, esattamente, con “buon prezzo”?” 

Jean si schiarì la voce.

“Ecco, sono uno scrittore in cerca di ispirazione e non ho purtroppo molta disponibilità, sino a che non avrò pubblicato il mio libro.”

Restò con il fiato sospeso, mentre veniva squadrato da capo a piedi, con cipiglio severo.

“Intende dire che dovrei farle uno sconto in cambio di qualche copia del suo prossimo libro?”

Jean arrossì per l’imbarazzo.

“Non mi permetterei mai. Speravo di poterla aiutare con il giardino, oppure nel cantiere che avete giù alla dépendance...”

“Mi chiede una stanza senza conoscerne il prezzo e senza sapere che tipo di ambiente offriamo ai nostri ospiti. Non è un po’ avventato? Oppure l’ha mandata qualcuno?”

Jean colse la palla al balzo e mentì.

“Ho visto le foto e le recensioni su Tripadvisor. Mi sono innamorato subito di questo posto, credo che restare qui per un po’, mi aiuterà a finire prima il libro.”

Il proprietario della villa lo squadrò nuovamente, pensieroso, prima di emettere il suo verdetto.

“Non ho prenotazioni per le prossime due settimane. Se è disposto a dare una mano al giardiniere, ci sono un po’ di lavori da finire prima dell’inverno. Potrebbe pagarmi la metà del prezzo normale, in cambio di una decina di ore di lavoro settimanali. Posso farle... 45 euro al giorno, compresa la prima colazione, che ne dice?”

Jean gli sorrise soddisfatto.

“D’accordo. Grazie mille! Mi chiamo Jean Mae, a proposito.”

Dopo un attimo di esitazione, in cui Jean scorse un rapido moto di smarrimento, l’uomo annuì, accennando persino ad un sorriso.

“Piacere. Sono Vieri Nocenti, il proprietario di questa villa. Entri pure e dica ad Anna, la nostra governante, di darle la camera bianca e che ha già parlato con me. Io stavo uscendo e sono già in ritardo. Spero che la vista sul giardino sia di suo gradimento e le permetta di scrivere un best seller. Con permesso..."

***


venerdì 8 gennaio 2021

LA CASA GIALLA - Scheda comparsa: Renée.

 

Renée (qui nell'illustrazione di Isabella Zangilrolami, che ha curato anche la copertina de LA CASA GIALLA) è uno di quei personaggi del libro inseriti per puro diletto, come semplici comparse, allo scopo di mettere in luce alcune caratteristiche del personaggio principale. Qui sotto vi regalo l'estratto in cui appare nel primo capitolo, sulla scena di un bistrot parigino. 

Buona lettura!

***

[...] Jean si voltò e vide, nell’arco della porta, una matrona vestita interamente di rosso vermiglio. Vermigli erano anche il rossetto e le unghie affilate e curate. La veste le stava stretta sul petto e sui fianchi ed era di fattura mediocre, ma il cappello che la sormontava era sicuramente un accessorio inusuale, non tanto per la foggia ardita che lo faceva assomigliare ad un vascello adornato di frange, né tantomeno per il lusso che avrebbe voluto ostentare, bensì soprattutto per il contrasto cromatico che opponeva al fulvo argentato della di lei capigliatura, ovvero proprio ciò che un cappello degno di tal nome avrebbe dovuto invece armoniosamente complementare. Nell’insieme, una visione non certo adatta ai deboli di cuore. Jean tuttavia non batté ciglio e fu lesto nel precedere il tentativo della donna di dar voce ad una sua probabile richiesta di attenzioni indirizzata al gestore. La prese dunque sotto braccio e la condusse al tavolo più vicino, poi, con un elaborato inchino, le chiese il permesso di offrirle un caffè in cambio di una domanda. La donna sembrò aver frainteso la cavalleria del giovane e affascinante uomo al suo cospetto e il suo sguardo carico di sottintesi certo non gli lasciò alcun dubbio circa il tipo di interesse che era riuscito a risvegliare in lei. Per dovere di chiarezza, si spinse comunque ad allungare una mano verso di lui, per ghermirgli un avambraccio. 

“Mi chieda pure tutto quello che vuole... bel ragazzo d’Oriente. Mi chiamo Renée, a proposito.” 

Purtroppo per la donna, la conversazione terminò non appena anche lei si trovò costretta ad ammettere di non conoscere la chiesa parrocchiale della foto e di non ricordarne neppure il nome. Tentò ancora di intrattenere il suo ospite, prima strattonandogli il braccio e poi deviandone l’attenzione sulla procacità della scollatura, ma non ottenne neppure un’occhiata furtiva di sguincio. La delusione la costrinse allora ad incurvare le spalle ed abbassare lo sguardo e, per un istante, sembrò che il vascello stesse per inabissarsi. 

***

domenica 3 gennaio 2021

LA CASA GIALLA - Scheda personaggio: Chantal de Molay


Chantal  è una giovane studentessa parigina di lingue orientali alla Sorbona, che lavora come truccatrice nei ritagli di tempo. È vivace e piena di iniziativa. Si prende subito una sbandata per Jean e coglie l'occasione di aiutarlo nelle sue ricerche per poterlo seguire. Ha un'animo un po' gipsy ed è franca e diretta. Forse anche troppo. Sa bene quello che vuole e si dimostra determinata nel perseguirlo. Nel corso della storia rivelerà una maturità maggiore di quella che le si potrebbe attribuire di primo acchito.

***

Ecco qui un breve estratto del libro in cui Jean e Chantal si sono appena conosciuti per caso... Buona lettura!


(Illustrazione di Isabella Zangirolami)

Nella stanza calò il silenzio. Per l’imbarazzo di non saper come avviare la conversazione, nel caso di Chantal e per la fame, nel caso di Jean, che in presenza dell’anziana si era trattenuto a fatica, ma ora si stava letteralmente ingozzando senza darsi pena di usare le buone maniere, neppure in presenza di un’ospite. Quest’ultima ne approfittò per osservarlo meglio. Aveva i capelli di un castano scuro, leggermente mossi e le parve di scorgervi anche qualche riflesso ramato. Erano lunghi fino a toccargli le spalle, se ricordava bene, ma ora li portava raccolti in alto, in una sorta di chignon improvvisato, tenuto stretto da un elastico arancione. Ciuffi di capelli gli ricadevano ai lati di un volto dall’ovale perfetto, la lunga frangia gli copriva parzialmente un occhio e parte della guancia sinistra. Il naso era dritto, perfettamente simmetrico e ben proporzionato. Gli occhi allungati erano sormontati da sopracciglia dai contorni netti, folte, ma ordinate e le ciglia nerissime erano stranamente lunghe. Lui sollevò lo sguardo, sentendosi osservato. Le iridi sembravano dei pozzi neri, in quel momento, eppure lei ricordava chiaramente che fossero nocciola, alla luce del sole. E in quell’istante - esattamente come il sole - le appariva bello e luminoso. Arrossì per la seconda volta in un giorno. Un evento assai raro, per lei! Si schiarì la voce, prima di parlare.

“Tu sei un artista, vero?”

Jean posò i bastoncini e si pulì la bocca.

“Cosa te lo fa pensare?”

“Principalmente il tuo aspetto, direi e il fatto che sei evidentemente uno spiantato.”

Jean abbassò gli occhi e trattenne una risatina.

“E che artista pensi che sia?”

“Da come sei vestito, mi verrebbe da dire... musicista... ma potresti anche essere un attore, o più probabilmente un modello!”

Jean scosse la testa.

“Sbagliato. Io scrivo. Libri gialli, per essere precisi. Non sono ancora arrivato alla fama, ma ci sto lavorando.”

“Però ho indovinato che sei uno spiantato, giusto?”

“Diciamo che sono in una momentanea situazione di instabilità economica. Sono appena arrivato in Europa e non ho molti risparmi, quindi dovrò arrangiarmi trovando dei lavoretti...”

Chantal fece un salto sulla sedia.

“Allora forse io posso aiutarti! Ti ho detto che studio all’Università, ma questa non è la mia sola occupazione. Nel tempo libero (cioè la maggior parte), lavoro come truccatrice per un’agenzia di modelli. Potrei presentarti. Sono abbastanza sicura che ti prenderanno; stanno facendo dei casting proprio in questi giorni!”

Jean si versò del soju, concedendosi del tempo per riflettere seriamente sulla proposta.

***

domenica 27 dicembre 2020

Di cosa parla La Casa Gialla?

Sinossi:

Mae Son-Jun è un autore di gialli franco-coreano di trentatré anni. Quando ne aveva solo quattro, la madre abbandonò la famiglia a Seoul all'improvviso. Anni dopo, l'uomo ritrova per caso una foto che la ritrae da giovane di fronte ad una chiesa di Parigi; decide così di partire per l'Europa alla sua ricerca. Dalla Francia, le tracce raccolte lo condurranno fino alla campagna toscana, dove il mistero del suo passato si intreccerà con il destino di un'altrettanto misteriosa famiglia.

Eccovi una piccola video presentazione:




Perché 'Raplaplà'?

 Raplaplà... una parola smarrita che sta ad indicare tedio quotidiano, tran tran.

"Nel cotonoso raplaplà di Bologna..., il tipo di quella donna dall'anima fosforica e smagliante come un metallo vetusto m'avvolgeva in un turbine di esistenza remotissima e futurissima."

- A. Savinio

Ecco, diciamo che per sfuggire al raplaplà di questo lungo lock-down a singhiozzo ho deciso di dedicarmi ad un mio vecchio progetto, la scrittura. Mi ci sono applicata intensamente negli ultimi mesi, spronata soprattuto dai miei figli ed ora sono qui a presentarvene il frutto: la mia prima opera intitolata: La Casa Gialla, a Mistery Novel. Ora disponibile su Amazon.it.

Se vi va, seguitemi e vi farò sbirciare nell'universo dei miei personaggi. Pronti?

In evidenza:

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