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Nel cotonoso raplaplà di Bologna..., il tipo di quella donna dall'anima fosforica e smagliante come un metallo vetusto mi avvolgeva di un turbine di esistenza remotissima e futurissima.
- A. Savinio
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domenica 14 aprile 2024

Dietro le quinte di Ballo in Fa Minore: Curiosità # 1

Come ho spesso ricordato nelle mie interviste, i luoghi che cito nei miei romanzi non solo esistono nella realtà al momento della pubblicazione, ma per qualche ragione sono luoghi che conosco e ho frequentato personalmente. Come nel caso delle pasticcerie che cito e dove incontrerete i miei personaggi...

Il Café Gerbeaud e le facoltose signore di Budapest

Il café Gerbeaud è una delle caffetterie e pasticcerie storiche della capitale ungherese. Grazie alle sue splendide torte e al suo arredamento elegante è uno dei luoghi da visitare in città, soprattutto se siete alla ricerca di una coccola un po’ fuori dall’ordinario.

Gerbeaud Café. leggende di Budapest


Secondo una leggenda metropolitana, però, questo in passato non era solo un luogo nel quale fare il pieno di dolcezze ungheresi. Pare, infatti, che fosse anche un punto di riferimento per le signore di una certa età della borghesia di Budapest, rimaste vedove o sole, che erano in cerca di “compagnia” e per i giovanotti attraenti in cerca di qualche soldo.

Secondo il passaparola, se un giovane era interessato, non doveva far altro che lanciare due segnali in presenza di una delle facoltose signore: mettere la forchetta o il cucchiaio sottosopra dopo aver mangiato la torta Dobos e ordinare dell’acqua frizzante. A quel punto spettava alla donna la mossa successiva. Il tutto con la massima discrezione, ovviamente.

Questa curiosità vi ha fatto sorridere? Alla prossima, allora!

- Fonte: Blog Martinaway

Gerbeaud Café

giovedì 15 febbraio 2024

"Perché guardi i K-Drama?"


Questa è la prima domanda che soesso viene posta agli appassionati del genere. Sicuramente è una domanda che avrà formulato anche Emma Silvestri al primo incontro con i suoi dieci pazienti. Nel mio romanzo troverete un paio di risposte indirette, ma nella realtà, cosa rispondono veramente gli interessati?
Qui sotto vi propongo alcune risposte reali trovate nei gruppi FB che trattano l'argomento Drama. Vi faccio notare che le risposte provengono da uomini e donne di età differenti.
Nel leggerli immaginate che potrebbero essere anche le risposte di Veronica, Giulia, Stefano, Federica, Samanta, Aurora, Malie, Maria, Elisa o Zita.

Allora...

PERCHE' VI APPASSIONANO TANTO I K-DRAMA?

- "Passione per la Corea, ma soprattutto ti isolano da questo triste mondo..."
- Ho iniziato per caso, in un momento in cui avevo bisogno di evadere dalla vita reale... e non sono più tornata... Adesso vivo in una realtà parallela immersa in questo mondo incredibile..."
- "È come venire trasportati in un mondo parallelo. Un viaggio onirico ad occhi aperti."
- "Perché ci insegnano molto: il rispetto e l'educazione, mai volgari, ci fanno sognare."
- "Perché ho fatto l'errore d'iniziare. A parte questo, il loro modo di recitare mi emoziona, tocca corde profonde anche solo con la mimica facciale. Cosa che non mi succede con le altre serie."
- "Prima era la dolcezza, poi la lingua, poi le loro tradizioni e il cibo, poi è stato il mondo da sogni in cui mi immergo in una realtà piena di cattiveria!"
- "Per sognare."
- "Perché non fumo, non mi drogo, non bevo e non mi piace fare shopping. Una dipendenza dovevo pur avercela!"
- "Perché recitano maledettamente bene, sono veri, perché esprimono quel romanticismo ormai dimenticato da noi occidentali, perché la loro lingua è un mantra, perché ti fanno dimenticare chi e cosa sei, perché ti fanno sognare. Sono diversi da noi."
- "Perché ho imparato ad abbracciare i miei nipoti dopo aver iniziato a vedere drama e ho scoperto che abbracciare fa stare bene."
- "Perché anche un piccolo gesto riesce a farti emozionare."
- "Io li definisco una droga che ti fa piangere, ridere e sognare ad occhi aperti."
- "Perché le sceneggiature sono migliori di quelle delle serie americane, sono più lente e c'è meno volgarità."
- "Perché gli attori sono una gioia per gli occhi, le storie sono ben fatte, ben recitate e sono per tutti i gusti. La produzione è costante e amplissima."
- "Io la chiamo "febbre coreana". Sono entrata in questo tunnel senza uscita tre anni fa e me ne sono innamorata subito perché riescono a trasmettere tante emozioni e valori a volte da noi dimenticati."
- "Bella domanda... Dovrebbero trasmetterle con l'avvertenza, "creano dipendenza". Sai che me lo chiedo pure io il perché?".

E tu? Li guardi i K-Drama? Se la risposta è sì, qual è la tua motivazione?

giovedì 28 dicembre 2023

"Come nasce un tuo romanzo? Dove trovi l'ispirazione per scrivere?"


Alcuni di voi mi hanno posto queste stesse domande in diverse occasioni. In realtà non esiste un'unica risposta. Ogni romanzo è una storia a sé. La Casa Gialla, come ho più volte raccontato, è nato da un titolo che girava nella mia mente già da un po' e da una scommessa lanciatami da mio figlio Gabriele; Il Gioco delle Ombre dal mio interesse ad esplorare in una chiave diversa la stessa domanda centrale che aveva animato il libro precedente; Ferite a Fior di Labbra, il mio ultimo romanzo pubblicato, è semplicemente sgorgato dal mio animo nel momento in cui è diventato per me cruciale dare voce a personaggi ed esperienze molto legate al mondo reale; Ballo in Fa Minore, che uscirà nel 2024, è nato dal mio profondo amore per la città di Budapest e infine Velluti e Vecchi Segreti, il libro che ho appena iniziato a scrivere, è stato ispirato da un evento curioso successo a un mio familiare, che mi ha fornito il personaggio di Luigi Pellegrino, un giovane cuneese di vent'anni che nel 1935 si imbarca come ballerino sul Transatlantico Augustus, in rotta per le Americhe. 

C'è sempre una scintilla che accende il mio interesse e la fantasia. Da qui parto alla ricerca di luoghi, personaggi e aneddoti, fatti storici, atmosfere e sviluppo un vero e proprio studio fatto di letture e tanti appunti che poi si concretizzano nella stesura di una sorta di canovaccio intorno al quale formo una prima traccia di intreccio giallo. Solo a questo punto inizio a pensare alla parabola evolutiva dei protagonisti e a buttar giù l'incipit. L'incipit è fondamentale per definire l'atmosfera che caratterizzerà la narrazione e che non cristallizzo fino a che non sento di perdermi in quell'atmosfera. Spesso questo è un lavoro lento e stratificato, ma non sempre.

Nel caso di Velluti e Segreti, per esempio, l'incipit è esploso nella mia mente in immagini dettagliate, emozioni, e profumi precisi che mi hanno attirato a sé con una forza magnetica. Ma certo poche cose sono affascinanti come un viaggio transoceanico su una nave magnifica ai tempi d'oro del crocerismo, in un'epoca storica piena di tensioni e contraddizioni... Chi non ne rimarrebbe completamente irretito?

Come piccolo regalo natalizio, vi lascio un piccolo assaggio di alcune tra le tante immagini evocative che hanno ispirato il mio nuovo lavoro: 







Buone Feste e alla prossima!

venerdì 5 maggio 2023

Curiosità dalla Corea: Il Binyeo, un antico accessorio femminile e non solo.

Park Shin-Hye nel film "Il Sarto Reale"

   
    Sin dai tempi antichi, il binyeo era considerato dai coreani più di un  accessorio, poiché veniva utilizzato nella speranza di proteggere i loro villaggi e salvaguardare il benessere della loro famiglia. Allo stesso modo, gli antenati credevano che ogni binyeo conservasse un incantesimo speciale che catturava l'anima di chi lo indossava. Se le donne lo perdevano, si credeva che avrebbero perso la loro fedeltà e dignità. Era anche apprezzato come un'eredità che si trasmetteva di generazione in generazione tra le donne.


    Nella società tradizionale coreana, le donne sposate erano solite raccogliere i capelli in una crocchia e il binyeo li teneva fermi, impedendo che si allentassero e si spostassero. Era usato anche dagli uomini per lo stesso scopo, perché a quel tempo di solito non si tagliavano i capelli.


    Ci sono documenti secondo cui il binyeo fa parte della cultura coreana sin dal periodo dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.). Durante la dinastia Silla (57 a.C.-935 d.C.) l'uso degli ornamenti fu limitato, in quanto ritenuti stravaganti. Solo alla famiglia imperiale era consentito utilizzare il binyeo nella forma di fenice o drago. Alla gente comune era concessa infatti un'unica opportunità di indossare un binyeo a forma di drago in occasione delle nozze. Durante la dinastia Joseon (1392-1910), le parrucche indossate dalle donne della classe sociale superiore vennero proibite, il che portò questi spilloni ad essere usati più spesso e a diventare oggetti esclusivamente femminili.


    Secondo antiche tradizioni, le ragazze indossavano un binyeo come simbolo del passaggio all'età adulta. Questo spillone rappresentava anche un'occasione d'incontro tra innamorati, dato che lo sposo lo regalava alla fidanzata come simbolo d'amore e promessa matrimoniale. 

Fonte: Korea.net

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Ne La Casa Gialla, Jean trova un binyeo in un mercatino dell'usato, insieme ad altri oggetti che normalmente componevano un corredo nuziale. Vi ricordate quali?

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