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Nel cotonoso raplaplà di Bologna..., il tipo di quella donna dall'anima fosforica e smagliante come un metallo vetusto mi avvolgeva di un turbine di esistenza remotissima e futurissima.
- A. Savinio

mercoledì 25 gennaio 2023

Un invito ai lettori

 


Trovate l'intervista completa a STORY TIME nella banda laterale di destra (cercate: Intervista a RADIO CANALE ITALIA). Enjoy!

venerdì 20 gennaio 2023

La Casa Gialla partecipa a CASA SANREMO WRITERS 2023

Durante le giornate del Festival di Sanremo, avrà luogo al Palafiori e non solo una serie di eventi collaterali. Uno di questi eventi è la VETRINA di CASA SANREMO, il salotto culturale di Casa Sanremo diventato, da diversi anni, una preziosa occasione di visibilità per autori e case editrici. Un’attenta selezione di titoli anima la rassegna “Casa Sanremo Writers” in cui si alternano presentazioni di libri, readings ed incontri con autori.

Casa Sanremo Writers si è ormai affermato come uno spazio interamente dedicato all’incontro tra scrittori e pubblico dove, nei vari talk, a parlare di libri troviamo anche e soprattutto musicisti, giornalisti e personaggi di spettacolo.
Qui, nel corso delle varie edizioni, hanno trovato spazio testi di grandi firme del giornalismo italiano, appassionanti biografie di personaggi dello spettacolo ma anche storie di musica e musicisti, senza dimenticare i volumi dedicati alla formazione e la saggistica su temi di grande attualità.

È dunque con immenso piacere e una certa dose di orgoglio che posso annunciare d'essere stata invitata a partecipare a queste giornate, in cui incontrerò i lettori e i colleghi autori, racconterò di me e dei miei libri davanti alle telecamere e naturalmente vedrò passare piccole e grandi celebrità anche del mondo della musica. 

Alla vetrina di Sanremo Writer è anche abbinato un concorso letterario cui partecipa La Casa Gialla e i cui premi e menzioni speciali saranno assegnati nel corso della settimana.

Vi invito infine ad incontrarmi presso la libreria UBIK (a circa 300mt dal Teatro Ariston) il giorno 8 febbraio dalle ore 14.30 alle 16.30 per il firmacopie.

Con l'occasione ringrazio l'organizzazione di Casa Sanremo Writers e Mediavox Magazine, oltre all'autore Michele Cioffi, a cui devo la partecipazione a questa splendida iniziativa.

Arrivederci a Sanremo!

lunedì 16 gennaio 2023

IL GIOCO DELLE OMBRE - I luoghi: Lake District, Inghilterra


Il Lake District, conosciuto anche come The Lakes o Lakeland, è una regione montuosa nel nord ovest dell'Inghilterra.

Nota località turistica, è famosa per i suoi laghi e le sue montagne (chiamate fells), i suoi legami con la poesia dell'inizio del XIX secolo, in particolare gli scritti di William Wordsworth, Samuel Taylor Coleridge e dei cosiddetti Poeti laghisti.

La parte centrale della zona è la più visitata e fa parte del parco nazionale del Lake District, diventato Parco Nazionale nel 1951 con il nome di Lake District National Park.

È il più grande dei tredici parchi nazionali d'Inghilterra e Galles e il secondo più grande del Regno Unito (dopo il Cairngorms National Park). Si trova interamente all'interno della attuale contea di Cumbria, che in passato era parte delle contee storiche del Cumberland, del Westmorland e del Lancashire. In Inghilterra tutte le terre di altitudine superiore ai tremila piedi sopra il livello del mare, fanno parte del Parco Nazionale, incluso lo Scafell Pike, la montagna più alta dell'Inghilterra. Ne fanno parte inoltre i laghi più profondi e più lunghi d'Inghilterra.

Il 9 luglio 2017 è stato inserito nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

La storia narrata ne IL GIOCO DELLE OMBRE è ambientata sul lago Windermere, il lago più grande della zona. Qui visse per anni Beatrix Potter, una delle prime scrittrici inglesi a poter vivere dei proventi dei suoi libri, senza dipendere da padre o marito e che ha regalato ai bimbi di ogni tempo alcuni personaggi immortali. Inoltre, fu una delle prime persone ad occuparsi della tutela ambientale del distretto, impedendo così l'industrializzazione della zona, e dunque contribuendo a trasmetterci un'impareggiabile eredità naturale.

domenica 8 gennaio 2023

IL GIOCO DELLE OMBRE - Scheda personaggio: Arthur Evans

"Il barone e la baronessa Evans di Windermere avevano avuto solo due figli maschi. Appena diciottenne, al primogenito, Edward, era giunta in eredità una grossa proprietà terriera insieme al titolo e alla responsabilità di tramandare il nome della nobile famiglia, in seguito alla morte del padre in un incidente di caccia. Arthur, il figlio cadetto, una volta adulto si sarebbe invece dovuto accontentare di una casa più modesta e di terreni di poco conto, com’era ancora consuetudine tra le famiglie nobili. Alla madre sarebbero naturalmente rimasti l’appannaggio del titolo e l’usufrutto della casa, che avrebbe condiviso con Edward fino al momento in cui si fosse sposato. Cinque anni dopo però, allo scoppio della seconda guerra mondiale, Edward aveva chiesto e ottenuto di partire per il fronte e combattere per la patria. Così, "inutilmente come aveva vissuto sino a quel momento", a detta del fratello, era anche morto, senza figli, lasciando il titolo vacante. Perciò, quasi all’improvviso e senza che lo avesse mai desiderato, Arthur aveva finito per ereditare tutto, e pur tuttavia si era intestardito a vivere modestamente a Hiraeth House, lasciando alla madre il godimento delle proprietà di famiglia e ostinandosi a non adempiere ai suoi doveri di Pari del Regno. Scelse persino di omettere il titolo di barone da tutti i documenti che lo riguardavano. La ragione era che, nel maggio di quell’anno, il 1943, non ancora ventenne, aveva incontrato Gwyneth Glenn, una gallese poco più giovane di lui, di cui si era perdutamente innamorato, e che lo ricambiava. La baronessa non avrebbe tuttavia mai permesso al giovane di sposare una ragazza di una classe sociale tanto inferiore, così non gli restò altra possibilità che iniziare con lei una relazione clandestina e vivere spontaneamente ai margini di quella élite sociale in cui era cresciuto, prima che potesse esserne giudicato e condannato. Purtroppo, la loro storia era tragicamente finita pochi mesi prima della conclusione del conflitto mondiale. I mesi forse più lunghi e più difficili nella vita del giovane barone. Di fatto, ancora dopo moltissimi anni, lui si chiedeva che fine fosse mai toccata alla sua Gwen o se ancora vivesse da qualche parte. Le probabilità che fosse sopravvissuta erano tuttavia davvero minime. Per molto tempo, aveva sperato invano di rivederla almeno un’ultima volta, oppure di scoprire il luogo della sua sepoltura. Se ci fosse riuscito, le avrebbe chiesto perdono. E ora che gli restava poco da vivere, pregava che avvenisse il miracolo e Dio gli permettesse di rimediare ai suoi peccati. Forse Dio non era però quello compassionevole del Vangelo, bensì davvero la divinità implacabile descritta nell’Antico Testamento e, in tal caso, era certo non l’avrebbe mai perdonato, neppure di fronte a un pentimento sincero."

sabato 31 dicembre 2022

Dall'introduzione de "Il Gioco delle Ombre".

Questo romanzo prosegue la narrazione delle avventure dell’investigatore per caso Mae Son-Jun iniziata nel libro La Casa Gialla. Nonostante le due storie siano autoconclusive, sono tuttavia intese per essere lette in sequenza cronologica, ma se comunque fosse questo il vostro primo incontro con il protagonista, non importa. Sono certa che troverete la lettura piacevole e coinvolgente, e vi appassionerete nel risolvere insieme a Son-Jun i misteri di Hiraeth House.

La Casa Gialla e Il Gioco delle Ombre condividono una domanda centrale che si può riassumere così: “Quanto del nostro passato è destinato a definire il nostro futuro? Possiamo cambiare il Destino prescritto dal nostro passato, ereditato dalla nostra storia familiare, o vi soccomberemo senza possibilità di scelta?” Nei due libri, la stessa domanda otterrà risposte differenti. Scegliete voi quella che meglio preferite! In quanto ai titoli scelti, mentre il primo è indicativo di un luogo reale (almeno nella storia narrata), il secondo è metaforico, s’ispira a uno stato mentale originato proprio dalla precedente riflessione. Le ombre citate, in breve, esemplificano per un verso l’indeterminatezza, ma anche la minaccia rappresentata dalla parte non compresa e non elaborata di un passato doloroso subito dai protagonisti; per l’altro, il riflesso deformato della realtà sottesa a quel passato, come nella caverna di socratica memoria, una realtà che sarà svelata al lettore nel corso della lettura e che una volta portata alla luce, inevitabilmente costringerà i protagonisti, nel bene e nel male, a rimodulare le proprie vite e soprattutto la percezione della propria identità. 

I luoghi in cui ambiento le mie storie sono sempre frutto di conoscenza diretta e anche i personaggi che vi inserisco, sebbene siano frutto della mia fantasia, ricordano molto da vicino persone che fanno parte della mia cerchia di familiari e amici o persone incontrate in occasione dei miei molti viaggi. Come penso noterete leggendo i miei racconti, mi piace osservare ciò che mi circonda. Osservare è forse il mio hobby preferito e siccome lo faccio sin da piccola, ho conservato un ragguardevole archivio mentale che adesso mi torna molto utile. Come immaginerete, in alcuni personaggi troverete anche qualcosa di me, ma sono abbastanza sicura che potrete distinguere qualche tratto psicologico anche di persone di vostra conoscenza. Da brava osservatrice compulsiva, sono un’appassionata di dettagli e di enigmistica e anche in questo libro ne avrete un assaggio. Una curiosità tra tutte: il nome di Han-Ji (che suona come l’inglese Angie) deriva da due parole coreane: Han (malinconia causata dalla consapevolezza d’aver subito un’ingiustizia) e Ji (saggezza). Il significato del nome può dunque essere letto come “saggezza che deriva dal dolore provato a causa di un’ingiustizia” e, come vedrete, questa scelta non è casuale, soprattutto se avete letto anche il primo libro, di cui Han-Ji è un’eredità. Come giramondo, inoltre, non potevo non essere interessata alle culture degli altri paesi e al tema dell’incontro tra culture lontane, ecco perché il mio protagonista è un mezzosangue franco-coreano. Questo tema oggi è quanto mai attuale e mi auguro che le mie storie, nel loro piccolo, servano a stimolare qualche riflessione su come percepiamo il diverso in relazione alla nostra eredità sociale e culturale. 

Infine, un’annotazione relativa alla tipologia di gialli che amo leggere e scrivere; i miei racconti si ispirano alla Golden Age, l’età d’oro, del giallo anglo-americano, anni ‘30 o ‘40, in cui, per ovvi motivi, introduco elementi e temi moderni. Come nei gialli classici, sono curati l’approfondimento psicologico e le atmosfere dei luoghi in cui i personaggi si muovono, cosa che comporta necessariamente un certo grado di descrizione degli ambienti. Le storie sono inoltre animate da un buon numero di personaggi con una certa varietà di caratteri. Le mie storie solitamente si svelano più lentamente nei primi capitoli, con l’aperta intenzione di introdurre il lettore nel mio mondo e sollecitare una serie di domande, stimolandone la curiosità in un crescendo di tensione, senza che la narrazione degli eventi ne risulti tuttavia appesantita. Vi accorgerete infatti che il ritmo sale capitolo dopo capitolo e, se ho fatto bene il mio lavoro, dovreste sentire il bisogno di leggere tutto d’un fiato il romanzo, cosa che vi aiuterà anche a non perdere di vista gli indizi disseminati tra le pagine e a non confondere i personaggi. A questo proposito, ve ne ho comunque lasciato la lista completa a portata di mano, per una pronta consultazione in caso di bisogno. 

Concludo questa introduzione lanciandovi una sfida: provate a risolvere il caso insieme a Son-Jun. Se starete attenti, infatti, nella storia troverete già tutti gli elementi utili a formulare un’ipotesi, chi è stato e perché, e anche se non foste in grado di ricostruire interamente la meccanica degli eventi, potrete sicuramente avvicinarvi molto alla soluzione del mistero. Se starete bene attenti, s’intende e non vi farete sviare da qualche piccolo trucchetto...

Buona lettura!

 

venerdì 30 dicembre 2022

IL GIOCO DELLE OMBRE - Nomen Omen: il personaggio di Mae Han-Ji e il significato del suo nome.

 

"Il nome è un presagio", nel caso del personaggio della piccola Angie (Han-Ji) il nome è piuttosto un'eredità - culturale e familiare - e insieme un anelito. 

Nelle altre lingue non esiste una traduzione che si avvicini lontanamente alla parola “han”. Il teologo Minjung, Suo Nam Dong, ha descritto l’han come “un sentimento di risentimento non risolto verso le ingiustizie sofferte, un senso di impotenza causata da situazioni travolgenti verso il singolo, un sentimento di dolore acuto nelle proprie interiora, che costringe il corpo a contorcersi e torcersi, e un ostinato impulso di avere vendetta e di correggere i torti subiti”.

Ma entriamo meglio in dettaglio.

Le origini dell’han coreano sono attribuite a tutte le ingiustizie che questo Paese ha subito nel corso dei secoli; come sappiamo la Corea è stata uno stato vassallo, un campo di battaglia, schiavizzata da nazioni e regni molto più potenti di lei per molte e molte volte.  Mettendola in un altro modo, l’han è un concetto antropologico che opera su tanti livelli, da quello più alto storico nazionale a un sentimento psichico più intimo della persona. L’agente superiore che può aver provocato il torto può essere vario; qualche volta il governo, qualche volta i ruoli familiari, qualche volta il fato e la fortuna. Virtualmente qualsiasi persona proveniente dalla Sud Corea può possedere questo dolore insito dentro di sé dato da un forte senso di ingiustizia. Qualsiasi straniero che si affacci alla cultura coreana per capirla deve conoscere questo sentimento e la sua potente influenza nella vita quotidiana di tutti i giorni. L’han è l’opposto del karma: mentre il karma si ripulisce di vita in vita in base alle azioni compiute, l’han si accumula e viene passato di generazione in generazione. Nonostante tutto però, il concetto di han non è prettamente negativo; storicamente è associato alla creazione di una complessa bellezza e non si riferisce solo a un trauma senza soluzione ma anche alla sua risoluzione. L’han è l’esempio di come la storia di un popolo può essere interiorizzata dai suoi individui e nello stesso tempo crei connessioni orizzontali di empatia e identificazione.

(fonte: Ambasciata della Repubblica Coreana in Italia)

Ma veniamo alla seconda parte del nome: "Ji". Questa parola, di origine sino-coreana che ha il suo equivalente cinese in "Zhi", significa "sapienza", quindi "Han-Ji" significa in breve "sapienza derivata dall'han, da quel sentimento di ingiustizia subita ed ereditata dal passato familiare di cui parlavo prima e chi ha letto La Casa Gialla, avrà già inteso a cosa mi stia riferendo.

Han-Ji è la conclusione di un ciclo vitale e l'inizio di uno nuovo e allo stesso tempo il filo rosso che collega le due parti di un dittico che esplora in modo differente la medesima domanda: "Quanto influisce sul nostro destino l'eredità culturale, economica, ed emotiva della nostra storia familiare?" 

Han-Ji, il frutto della prima parte, rappresenta una risposta di speranza e rivalsa, e dunque quale sarà la risposta formulata alla fine de "Il gioco delle Ombre"? Ovviamente lo scoprirete solo acquistando il libro, in uscita il 16 gennaio.

Felice Anno Nuovo di Speranza e Rinascita a tutti! 

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Ecco il breve estratto dove incontriamo per la prima volta la piccola Han-Ji:

"Per quella sera, la pace era finita, almeno per un paio d’ore, sino a che non avesse soddisfatto tutte le richieste di Han-Ji. Un colpo secco, assestato con rabbia alla porta, lo indusse a dar segni di vita.

«Ancora un istante, tesoro e sono da te. Lasciami giusto il tempo di asciugare i capelli.»

La voce suadente dell’uomo non riuscì a blandire la furia dell’assalitrice. Un altro colpo alla porta. Più forte.

«Appa! La mamma dice che devo fare la nanna, se non esci subito. Non voglio la nanna, voglio il gioco delle mani!»

Il “gioco delle mani”, reclamato dalla voce infantile fuori dall’uscio, era in realtà l’antico gioco delle ombre cinesi, con cui la dilettava il padre mentre narrava fiabe estemporanee animate da lupi, conigli e a volte anche giraffe ed elefanti. Jean tirò un lungo sospiro e rimise il phon nel cassetto. Aprì la porta e abbassò lo sguardo a un’altezza di circa un metro da terra, sulla sommità di una testolina arruffata di capelli castani raccolti in due trecce. La bimba teneva il volto rivolto verso l’alto e stava osservando il padre con aria di sfida, i piccoli pugni piantati sui fianchi, come aveva visto fare alla madre quando era arrabbiata. Son-Jun la trovava adorabile, con quello sguardo feroce, la bocca imbronciata e due guanciotte paffute da baciare. Le diede un buffetto sul naso e le allungò una mano perché l’afferrasse.

«Vieni. Va’ di là da mamma e preparate insieme un po’ di frutta, mentre mi vesto. Vi raggiungo subito.»

«Keure!» (d'accordo)."

mercoledì 7 dicembre 2022

Anteprima de IL GIOCO DELLE OMBRE: Benvenuti a Hiraeth House.

"Vi stavo aspettando, signori! Benvenuti a Hiraeth House, la residenza del quindicesimo Barone di Windermere che ho l'onore di servire da molti lustri, ormai. Purtroppo il barone oggi non è in grado di ricevervi. Come potrete immaginare, alla veneranda età di cento anni la sua salute è in declino, come peraltro questa casa, che ahimé avrebbe bisogno di più di un qualche intervento per tornare agli antichi splendori. Ora non fraintendetemi, il barone ha sempre avuto cura delle sue proprietà, ma i costi di questa epoca moderna per mantenere una casa tanto grande sono diventati insostenibili e il padrone ha dovuto risolversi a ritirarsi nel cottage della servitù e ad affittare la casa per l'estate a una stravagante donna francese. E questo non è tutto, la signora ha infatti deciso di ospitare qui una famiglia di stranieri con un cognome che ho dimenticato, ma suona come il belato di una pecora. Non preoccupatevi, ancora non sono arrivati, ma la cuoca, le due cameriere e io siamo ci stiamo già preparando... al peggio. Sì, ci è stato infatti riferito che la compagine della nuova famiglia comprenderà anche una bimba. Dio ci salvi! È noto che le nuove generazioni non siano state educate al rispetto e alla disciplina, in special modo fuori dai confini di questo Paese e non credo che questa antica residenza sia il luogo ideale dove far scorazzare un cucciolo d'uomo. Ma ora sto divagando e non vorrei farvi perdere altro tempo con le mie inutili chiacchiere. Vi prego di accomodarvi. La cena sarà servita puntuale alle 19. Ah dimenticavo, nel caso sentiate strani rumori notturni, non preoccupatevi, sono innocui topolini di campagna che vivono nelle intercapedini. Non date retta alle dicerie di vecchi folli che affermano che in questa casa viva il fantasma dell'antico amore del barone. Sono ovviamente fandonie... e come dico sempre, fareste meglio a guardarvi dai vivi. Dunque ascoltate il mio consiglio, non fidatevi di nessuno. Nei prossimi giorni accadranno molte cose qui a Windermere, un grande evento sportivo, ma anche morti e strane sparizioni. La polizia di queste parti non è però nota per essere particolarmente sagace, purtroppo. Che mi dite allora di voi? Siete pronti a seguire le indagini per batterla sul tempo?"

Appuntamento a Hiraeth House il 16 gennaio 2023. Nelle librerie fisiche e on-line, naturalmente!

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